Tappa 7

Trisobbio - Acqui Terme

Vino Via | Tappa 7

Trisobbio - Acqui Terme

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Il percorso

  • PARTENZA -Trisobbio, castello
  • ARRIVO - Acqui Terme, P.zza Italia
  • LUNGHEZZA TAPPA - 16,7 km
  • DIFFICOLTÀ - Facile
  • TERRENO - 50% asfalto su strade secondarie e provinciali, 40% sentieri, 10% strade sterrate.
  • DISLIVELLO - colline medie, max dislivello 320 m

Seppur in pochi chilometri, questa tappa segna il passaggio dalle colline boscose e più impervie dell’Oltregiogo ovadese alle campagne e alture più dolci e coltivate dell’acquese. Dal castello di Trisobbio si segue la strada che porta alla cappella di San Rocco da dove si gode di un bellissimo panorama fino alle Alpi. Si prende al bivio la strada più a sinistra che porta verso nord, proseguendo su una sterrata che dopo circa un chilometro piega ad ovest, costeggiando boschi, noccioleti e vigneti. 

Un breve tratto lungo la provinciale 200 che si abbandona appena prima di una zona industriale, svoltando a destra verso l’azienda vitivinicola La Guardia: ancora qualche centinaia di metri tra i filari e poi lungo la SP202 si arriva a Morsasco.

Attraversato il paese, lo si lascia dalla stessa provinciale che si taglia poco prima della chiesa di San Sebastiano e Rocco, sulla strada a destra che scende lentamente verso la Val Bormida. Giunti in valle, si arriva sino alla riva del fiume e lo si costeggia per un paio di anse in direzione ovest fino ad incontrare il paese di Visone

Dal suo centro, si gira a sinistra attraversando i binari della ferrovia per prendere Via Squillé che si segue fino alla passeggiata Montestregone: tra boschi, vigneti, alberghi di lusso e belle ville si arriva ad Acqui Terme in zona Bagni, dalla parte del suo lago-piscina e delle antiche terme. Si attraversa il ponte sul Bormida, con vista sull’antico acquedotto romano, e si percorre tutto l’alberato Corso Bagni per giungere nella centrale Piazza Italia con il Grand Hotel delle Nuove Terme.

Cosa vedere

Antiche cappelle dedicate a San Rocco spesso introducono ai villaggi arroccati dell’Oltregioco, come quella che s’incontra alle porte di Trisobbio e di Morsasco, in quanto il santo pellegrino era ritenuto protettore dalle pestilenze. 

A Morsasco, da visitare il suo bel centro storico con il castello, la torre dell’orologio e la casa detta “del boia”, dove era posto il gancio utilizzato per punire i prigionieri del carcere del castello. Visone, sulla sponda meridionale del Bormida, è visibile da lontano per la sua bella torre merlata, che insieme a una porta della cinta muraria, è tutto ciò che rimane del castello e dell’antico borgo fortificato medievale. 

Nei pressi della stazione ferroviaria, dal Fontanino di Visone, scaturiscono acque termali a 21,8°C, preannuncio di quelle di Acqui Terme, ben più diffuse e famose, fin da epoca romana, come testimoniano i resti antichi: primo fra tutti, l’imponente acquedotto romano, con le sue arcate e pilastri, uno dei simboli della città, ben visibile dal ponte Carlo Alberto sul Bormida, oltre ai resti di una piscina romana, vicino Corso Bagni. Sulla sponda destra del Bormida, in zona Bagni, le Antiche Terme, stabilimento termale del ‘400, ricostruito e ampliato nei secoli successivi, e la vastissima piscina natatoria costruita nel 1927. 

Primo appuntamento per chi entra in città è la Piazza della Bollente, con al centro un’edicola ottagonale marmorea con fonte di acqua termale bollente e curativa (sulfurea-salso-bromo-iodica) a 74,5°C.: in certi giorni o notti, i vapori creati dalla fonte creano un’atmosfera magica e surreale tra le scalinate e gli angoli della piazza.

Cosa gustare

Dalle prelibatezze ovadesi con funghi, tartufi, selvaggina e ricche paste ripiene, si passa alle diverse specialità del territorio acquese, ormai al confine dell’astigiano. Visone è famosa per i suoi dolci, in particolare il torrone, prodotto nella storica pasticceria “Canelin”, situata nel centro del paese: fatto con le nocciole tonde gentili delle Langhe, si abbina perfettamente con il Brachetto d’Acqui o Acqui DOCG, nel tipo raso o spumante, di colore rosso rubino e dai dolci e delicati aromi di rosa e frutta matura. 

L’ultima domenica di maggio è invece dedicata alle “bugie”, in una festa in paese dove questi buoni dolci fritti vengono fatti dalle massaie locali. Ad Acqui Terme, sempre tra i dolci, oltre agli amaretti e ai brutti e buoni”, vere specialità sono gli acquesi al rhum, cioccolatini di crema di marroni, pasta di nocciole, cioccolato fondente e rhum. 

Tra le specialità salate, non si può non assaggiare il filetto baciato di Ponzone, un insaccato unico nel suo genere in Italia, ottenuto avvolgendo il cuore del filetto di maiale, aromatizzato adeguatamente, con una pasta di salame di pure suino. Freschissime e saporite sono anche le formaggette di capra, morbide e più o meno stagionate, provenienti da piccoli produttori del vicino territorio montano. 

Nelle molte trattorie e ristoranti della città, si potranno gustare ricette tipiche, come lo stoccafisso all’acquese, simile a quello ligure, oppure i raviolini del plin, così chiamati perché pizzicati e piegati a mano, conditi usualmente con sugo di arrosto o con burro e tartufo. Per quanto riguarda il vino, parte della produzione viene conferita alle cantine sociali, ma numerose sono le piccole aziende a conduzione familiare che vinificano e imbottigliano direttamente. Il vino più diffuso, oltre al già citato Brachetto,  è il Dolcetto d’Acqui Doc, seguito da Barbera, Cortese, Moscato e il Moscato Passito DOCG.

Come arrivare

In auto:  

  • da Milano, Torino e Genova con l’autostrada A26 (Genova Voltri-Gravellona Toce), uscita Ovada
  • SP 200, SP 193, SP 197

I punti aderenti alla Vino Via

⚠️ IN COSTRUZIONE

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